Ansia nei bambini: come riconoscerla e come aiutarli
L’ansia è un’emozione naturale e può essere presente anche nei bambini.A volte però può diventare più intensa e rendere difficile affrontare alcune situazioni quotidiane. Segnali di ansia nei bambini Alcuni segnali possono essere: Come possono aiutare i genitori I genitori hanno un ruolo fondamentale nel sostenere i propri figli. Può essere utile: Quando chiedere un supporto psicologico Se l’ansia diventa molto intensa o persistente, un percorso di consulenza psicologica può aiutare il bambino a comprendere e gestire meglio le proprie emozioni. Nel mio studio di psicologia a Lecce accompagno bambini e genitori nel trovare strategie utili per affrontare queste difficoltà.
Quando andare dallo psicologo: segnali da ascoltare
Molte persone si chiedono se sia il momento giusto per rivolgersi a uno psicologo.Spesso si pensa che sia necessario stare molto male per chiedere aiuto, ma in realtà non è sempre così. A volte nella vita si attraversano periodi più complessi: momenti di stress, difficoltà nelle relazioni, cambiamenti importanti o una sensazione di stanchezza emotiva che rende più faticosa la quotidianità. In queste situazioni fermarsi e concedersi uno spazio di ascolto può essere molto utile. Nel mio studio di psicologia a Lecce incontro spesso persone che arrivano con questa domanda: “è davvero il momento giusto per chiedere aiuto?” Alcuni segnali che possono indicare il bisogno di un supporto psicologico Ogni esperienza è diversa, ma ci sono alcuni segnali che possono suggerire il bisogno di uno spazio di confronto: Non significa necessariamente che ci sia un problema grave, ma può essere il segnale che qualcosa dentro di noi ha bisogno di…
Come elaborare il lutto per la perdita di un figlio: riflessioni dal romanzo Hamnet
Nel lutto, spesso le persone si sentono smarrite in un territorio senza mappe. Il film Hamnet, tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, ci offre una rappresentazione straordinariamente nitida di questo viaggio: la storia di Agnes e William Shakespeare di fronte alla perdita del loro figlio di undici anni. Guardando la loro storia, non vediamo solo un dramma d’epoca, ma la radiografia di un dolore universale. Questa narrazione parla a chiunque stia attraversando il proprio “inverno del cuore”. Il lutto come corpo e come ombra La perdita di un figlio è un evento che scardina l’ordine naturale delle cose. In Hamnet, il dolore di Agnes è viscerale. È un lutto che abita le stanze, che si annida nei vestiti non più indossati, che ferma il tempo. Spesso, chi vive una perdita profonda prova questa stessa sensazione: il mondo fuori continua a correre, mentre dentro tutto si è congelato. Elaborare il lutto…
Curare le proprie ferite per proteggere il loro futuro: il valore della consapevolezza genitoriale
Spesso pensiamo che essere dei bravi genitori significhi fare tutto “nel modo giusto”: scegliere la scuola migliore, garantire attività stimolanti e ripetere parole d’incoraggiamento. Tuttavia, la ricerca psicologica e le neuroscienze ci dicono qualcosa di molto più profondo: i bambini non crescono solo con ciò che diciamo, ma soprattutto con ciò che sentiamo.Il benessere emotivo di un figlio è uno specchio riflettente del mondo interiore del genitore. Intraprendere un percorso di consapevolezza su di sé non è un atto di egoismo, ma il più grande dono di protezione che si possa fare alla nuova generazione. L’impatto invisibile dello stress familiare Quando un genitore convive con un dolore non elaborato, con un’ansia cronica o con i postumi di traumi passati, l’ambiente domestico può diventare involontariamente fonte di quello che definiamo stress tossico. Il cervello di un bambino è estremamente plastico e sensibile: per adattarsi a un ambiente che percepisce come insicuro…
Oltre la tempesta: come il cuore impara a comunicare
C’è un momento, nel bel mezzo di un conflitto, in cui le parole smettono di essere ponti e diventano muri. Succede nelle coppie, succede tra genitori stremati dalla quotidianità: ci si sente distanti, non visti, quasi stranieri in casa propria.Eppure, proprio in quel vuoto, esiste una bussola silenziosa che può cambiare tutto: la nostra intelligenza emotiva. Non è un concetto astratto, ma la capacità concreta di far sì che l’amore sia più forte dell’impulso di un momento. Trasformare il conflitto in connessione Spesso pensiamo che il problema sia ciò che proviamo: la rabbia, la stanchezza, la paura di essere messi da parte. Ma la verità è che non è il sentimento in sé a ferire, quanto il modo in cui decidiamo di consegnarlo all’altro.Comunicare correttamente significa scegliere l’assertività: quel punto d’incontro magico dove io non calpesto te e tu non annulli me. È la capacità di ascoltare davvero, non per…
Perché mio figlio mi picchia? Capire cosa accade nel suo cervello (e nel nostro)
A chi non è successo? Siamo sul divano o stiamo giocando, e improvvisamente arriva un colpo, un tiro di capelli o un morso. La prima reazione istintiva è spesso lo shock, seguito dal desiderio di insegnare subito una lezione: “Ahi! Mi hai fatto male, ora la mamma piange così capisci”. Oppure rispondiamo con un “No!” energico e frustrato. Eppure, nonostante la nostra reazione sia plateale, il bambino spesso sorride o, peggio, lo rifà poco dopo.Perché accade? Come psicologa dell’infanzia, vorrei rassicurarvi: vostro figlio non è aggressivo e non sta cercando di ferirvi intenzionalmente. Sta facendo qualcosa di molto più naturale: sta raccogliendo dati. Il bambino come “piccolo scienziato” Per un bambino tra i 12 e i 36 mesi, il mondo è un grande laboratorio. Quando colpisce, non sta agendo per cattiveria, ma per testare la sua capacità di produrre un effetto sull’ambiente. Se la nostra reazione è intensa, che sia…
Oltre lo Zaino: Perché il Futuro dei Nostri Bambini non si Scrive su una Scheda
Ogni pomeriggio, in migliaia di case, va in scena lo stesso copione: tavoli sommersi da quaderni, matite rosicchiate e un’atmosfera carica di tensione. Le lacrime rigano i volti dei bambini, mentre i genitori, stremati, si trasformano in sorveglianti per timore che un solo esercizio saltato possa tradursi in un fallimento futuro. Ma c’è una verità scientifica e pedagogica che dobbiamo avere il coraggio di guardare negli occhi: nella scuola primaria, il carico dei compiti ha un impatto quasi nullo sul rendimento scolastico a lungo termine. Eppure, i nostri figli sacrificano oltre 100 ore all’anno a questa pratica. È tempo di chiederci: a quale prezzo? L’illusione del progresso: quando il compito diventa rumore Spesso scambiamo le schede completate per apprendimento. In realtà, molte di queste attività sono solo “lavoro travestito”. La ricerca e l’esperienza sul campo ci dicono che il cervello di un bambino non si evolve attraverso la ripetizione meccanica…
Dalla Ferita al Legame: Il Viaggio del Corpo e dell’Anima verso l’Adozione
Il viaggio che conduce una coppia verso l’adozione non è quasi mai un sentiero lineare. Più spesso, è un cammino che nasce da una frattura: quella dell’infertilità. L’infertilità non è solo una diagnosi clinica; è un’esperienza di frattura identitaria. Per molte coppie, il momento in cui si realizza l’impossibilità di concepire segna l’inizio di un lutto “invisibile”, ma profondamente radicato nei tessuti e nelle aspettative del sistema familiare. A differenza dei lutti comuni, la perdita legata all’infertilità è un lutto ambiguo. Non c’è una salma da piangere, ma l’assenza di un potenziale che non si è mai concretizzato. Il corpo che non concepisce spesso vive un’esperienza di collasso energetico o, al contrario, di iper-controllo. La zona pelvica e il respiro diaframmatico possono risultare “congelati”. Questo lutto non elaborato si traduce in una tensione cronica: il genitore che non ha pianto il proprio limite biologico rischia di accostarsi all’adozione con un…











